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LA PIANTAGGINE, UN’ ERBACCIA O…?

Scritto il

3 Giugno 2024

Da

Andrea

Categoria

Foraging

Una pianta che viene considerata un’erbaccia, ma che in realtà è preziosissima per la nostra salute ed ha un gusto veramente buono. Stiamo parlando di una delle piante più diffuse in Italia, la Piantaggine per appunto, pianta perenne appartenente alla famiglia delle Plantaginaceae.

Svariate Piante Di Lanceolata Nel Periodo Della Fioritura. Vista La Sua Capacità Di Adattarsi In Tanti Tipi Di Terreno Qui In Foto La Vediamo Nascere In Una Zona Ricca Di Sassi.
Esempio di piantaggine lanceolata in fioritura.

Tre sono gli usi principali che se ne può fare. Si può mangiare, ci si può fare un infuso e si può usare per risolvere alcuni dei più fastidiosi propremi a livello cutaneo. È un vero e proprio cerotto selvatico perché ha il potere di cicatrizzare i piccoli tagli, ci si può fare un cataplasma e trattare le contusioni o le infiammazioni come quelle conseguenti ad una distorsione, risolve i rossori della pelle dovuti ad escoriazioni ed eritemi, è molto efficace contro le punture di insetto e anche contro i pruriti come quello causato dal contatto con l’ortica, inoltre ha proprietà antibatteriche, antivirali e come vi si diceva poco fa è un potente antinfiammatorio.


Ci si può fare tantissime ricette con la pianta sia cotta che cruda, per me la parte più buona sono le spighe che raccolgo quando portano il seme e amo saltare in padella solo con un filo d’olio. Ci si può fare un pesto con tutte le sue parti, una zuppa, una torta salata oppure un risotto. Consumando questa pianta assumeremo un sacco di ferro, calcio, magnesio, vitamina A, C, K e tantissimi antinfiammatori e antiossidanti.

È ricca di mucillagini, soprattutto i semi che ne contengono una quantità tale che una volta ingeriti si gonfiano all’interno dell’intestino agendo così da emolliente e lassativo decongestionando le mucose irritate. Ma non è finita qui, l’infuso è utile contro la tosse, ottimo contro le affezioni delle vie respiratorie ed è anche un ottimo digestivo e detossicante.

Riconoscerla è molto facile perché ve ne sono di due tipi principali e per giunta con gli stessi segni inequivocabili. Sono la PLANTAGO MAIOR e la PLANTAGO LANCEOLATA.
La maior ha foglie grandi, ovali e nervature prominenti, la lanceolata ha invece foglie strette e lunghe a forma di lancia, da cui prende il nome e ha le stesse nervature prominenti che però  vista la forma lungha e stretta della foglia,  sembrano quasi perfettamente paralleli tra loro.

Primo Piano Dall'Alto Della Plantago Maior. Foglia Alla Forma Tondeggiante Ma Con Le Stesse Identiche Nervature Che La Attraversano Da Parte A Parte.
Esempio di plantago maior.
Un Primo Piano Dall'Alto Della Plantago Lanceolata. Si Notano Molto Bene Le Venature Che Attraversano Tutta La Foglia Senza Mai Toccarsi O Incrociarsi. Se Guardiamo Le Foglie Dalla Parti Che Sta Verso Il Basso Queste Venature All'Atto Risultano Essere Prominenti.
Esempio di plantago lanceolata.

Entrambe le specie hanno piccolissimi fiori disposti a spighe cilindriche nella parte più alta dello stelo. La si può trovare praticamente ovunque perché si adatta a tanti tipi di suoli, la si nota nei prati, nei pascoli incolti, sui sentieri anche molto calpestati e ai bordi delle strade. Si usa dire che dove c’è l’uomo c’è la Piantaggine, ed infatti è proprio cosi, provate a farci caso durante le vostre passeggiate in campagna. Io ho la possibilità di raccoglierla comodamente in un vecchio campo da calcio in disuso vicino casa e la trovo sempre anche nei parchi cittadini.

Un Primo Piano Delle Spighe Che Raccolgono Tutto Intorno A Loro I Piccolissimi Fiori Di Un Colore Bianco, Avvolte Tenendo Al Giallo Chiaro.
Particore dei piccolissimi fiori disposti tutti intorno alla spiga.

Da primavera fino ad estate inoltrata, ma anche fino ad ottobre e novembre, questo dipende soprattutto dalle temperature, partendo dalla pianura fino a superare abbondantemente i 1000 metri di altitudine se trova le condizioni ideali per crescere, lei c’è. Vista la sua diffusione e visti i suoi benefici non dovrebbe più mancare sulla nostra tavola.

Dovremmo tutti ritornare a raccogliere e a consumare queste ma anche tutte e altre piante commestibili! Noi lo facciamo con il nostro amico Luca di L’erbe dei boschi, nei suoi incontri si raccoglie, si cucina e poi si mangia.

A presto, Andrea.

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