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Il Principio C.O.L.D.E.R.

Scritto il

3 Novembre 2023

Da

Andrea

Categoria

Survival

“Your clothing is the most important survival tool you have. Dress properly and any emergency you may have to endure becomes more manegeable”

Mors Kochansky

È un principio che fa riferimento a quanto dice la USAF ai propri piloti, (ho potuto constatare che il principio viene osservato anche da altre ff.aa ) che rimasti isolati in seguito all’abbattimento del proprio velivolo, devono avere particolare cura del proprio abbigliamento perché esso costituisce la prima e probabilmente l’unica barriera per difendersi dagli elementi. La sopravvivenza militare in alcuni casi non prevede la possibilità di poter accendere un fuoco o costruirsi un rifugio.
È un utilissimo consiglio che io applicherei sempre, figuriamoci in un caso reale di sopravvivenza.
La prima barriera che noi abbiamo contro i climi rigidi, soprattutto contro quello invernale, ma non solo, è proprio il nostro abbigliamento.
Personalmente ritengo che in alcuni casi basterebbe già solo il nostro abbigliamento per superare una situazione difficile in termini di climi rigidi.
Ovviamente in questo articolo si fa riferimento ad un pilota abbattuto che si ritrova isolato, una situazione non voluta nella quale si possiede solo il proprio vestiario, poche altre cose e il proprio kit di sopravvivenza con all’interno però il necessario per ottemperare a quanto recita il principio.

Diverso è quando ci si può preparare per le nostre avventure, in questo caso si decide tutto prima.
Ricordate bene: un’attività non pianificata ( l’aspetto abbigliamento non va mai sottovalutato ) può con molta facilità diventare un’attività che vi potrebbe portare dei disagi non indifferenti.
Luogho, clima, stagione, altitudine e tutti gli aspetti meteo che si possono tenere in considerazione sono le primissime cose da valutare per una corretta pianificazione di un viaggio, in base a queste informazioni si ha poi la possibilità di capire come vestirsi e quanto portare con se per sopperire a qualsiesi ulteriore bisogno, dai vari strati da mettere addosso, alle calzature e tutte le varie appendici per mani piedi e capo. In caso di climi con temperature molto basse le estremità del nostro corpo vanno protette con molta cura, sono le prime parti che soffrono e ci creano dei gravi problemi.
Detto questo andiamo a vedere nel dettaglio cosa ci suggerisce il principio.

C.O.L.D.E.R. sta per:

C (clean) mantenere l’abbigliamento pulito.
O (overheating) evitare il surriscaldamento.
L (layers) indossare abiti larghi e a strati.
D (dry) mantenere l’abbigliamento asciutto.
E (examine) controllare eventuali difetti.
R (repair) riparare eventuali difetti.

Analizzo passo dopo passo tutte le lettere.


C- Mantenere l’abbigliamento pulito è di per se una scommessa già persa in partenza per molti di noi, ma si sa, di qualsiasi tipo di materiale sia fatto il nostro abbigliamento esso sarà più efficace quando pulito. Infatti sudore, sporco, la naturale desquamazione della nostra pelle e soprattutto lo sforzo meccanico a cui sono sottoposti i capi fanno sì che le fibre di cui sono composti non svolgono più la loro funzione correttamente e quindi non offrono più quel grado di isolamento naturale che offrirebbero da puliti.

O- Evitare il surriscaldamento è una regola che sta alla base di qualsiesi insegnamento riceve una persona che inizia a praticare attività outdoor. Il surriscaldamento non è mai una buona cosa per svariati motivi, controllarlo è importante.

L- Indossare abiti larghi perché creano “camere” di aria calda tra uno strato e l’altro, permettendo quindi un buon isolamento del corpo dall’aria fredda esterna, cosa che invece non permettono i capi  troppo aderenti, e a strati ( a cipolla ) in modo da poter mettere o togliere in base al caldo o freddo che si percepisce, così da poter evitare il surriscaldamento di cui si è parlato nella lettera precedente.

D- Controllare il surriscaldamento e quindi la sudorazione è il primo modo per tenere gli abiti asciutti, in questo caso l’intimo che è il primo strato a contatto con il corpo per passare subito ai strati superiori. Gli abiti bagnati aumentano repentinamente la perdita di calore corporeo, e qui credo che non serve andare avanti.
Se bagnati a causa della pioggia o finiti accidentalmente a fare un bagno si deve provvedere il prima possibile ad accendere un fuoco per asciugarsi. Oggi per noi vale prima la regola di portare al seguito un cambio e poi magari accendere un fuoco.

E- Un capo che presenta difetti come strappi, eccessivo logorio o parti mancanti non è un capo che assolve bene al  proprio compito, essendo la prima cosa che abbiamo per proteggerci dagli elementi deve essere buono in tutte le sue parti e caratteristiche, non escludendo neanche la taglia che deve essere nel limite del possibile quella che più si addice alla propria corporatura. Più larghi comunque andrebbero bene, più stretti no.

R- Riparare i nostri capi ogni qual volta se che se ne presenta la necessità o l’occasione è imperativo. Sappiamo farlo, dobbiamo farlo e possiamo farlo, non a caso in ogni kit di sopravvivenza degno del nome non mancano mai ago, filo, bottoni e spille da balia.

Quando all’inizio di questo articolo parlo di climi rigidi, intendo riferirmi anche a quelle zone del pianeta dove si hanno temperature elevate, torride, come i sederti, e non faccio riferimento solo allo sbalzo termico che si ha tra il giorno e la notte, ma al fatto che ci si deve proteggere altrettanto bene anche di giorno, dal sole e dalle alte temperature. Il principio C.O.L.D.E.R. vale sempre, avvolte è più semplice applicarlo in zone calde, ma anche in queste non sottovalutatene mai l’importanza.

Grazie a presto, Andrea.