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Alfabeto Fonetico Universale (Nato)

Scritto il

19 Settembre 2023

Da

Andrea

Categoria

Survival

La vita di un soccorritore è sempre all’insegna dell’emergenza. Quando se ne presenta una, è necessario lanciare allarmi, avvisare i colleghi e, spesso e volentieri anche le popolazioni che sono o che rischiano di essere coinvolte. Ma tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare, soprattutto quando si tratta di catastrofi naturali, come un’alluvione oppure un terremoto. La difficoltà più grande con cui i soccorritori devono confrontarsi è la corretta comunicazione.

In casi come questi è di estrema importanza saper comunicare direttive chiare e poterlo fare senza intoppi, ma spesso i messaggi vengono ricevuti in maniera distorta a causa dei rumori oppure della bassa qualità di segnale.

Se la trasmissione usasse un alfabeto radiofonico, facendo corrispondere ad ogni lettera dell’alfabeto una parola codice, allora i messaggi più importanti verrebbero compresi più correttamente. È così che nacque l’alfabeto fonetico della NATO, dalla necessità di comunicare velocemente e con meno difficoltà in casi di estrema emergenza.

L’alfabeto entrò in vigore nel 1956 e solo qualche anno dopo fù decretato alfabeto fonetico universale. Tuttavia, occorsero diversi adattamenti prima di arrivare alla versione finale conosciuta oggi.

Nel 1920 l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni ( ITU ) produsse un primo alfabeto fonetico riconosciuto internazionalmente. Esso menzionava i nomi delle città di tutto il mondo: Amsterdam, Baltimora, Casablanca, Denmark, Edison, Florida, Gallipoli, Havana, Italia, Jerusalem, Kilogramme, Liverpool, Madagascar, New York, Oslo, Parigi, Quebec, Roma, Santiago, Tripoli, Uppsala, Valentia, Washington, Xanthippe, Yokohama, Zurich.

Sul versante militare gli Stati Uniti adottarono, nel 1941, un alfabeto fonetico per Esercito e Marina Militare chiamato “Able Baker Alphabet” per via delle prime due parole che lo caratterizzavano: Able, Baker, Charlie, Dog, Easy, Fox, George, How, Item, Jig, King, Love, Mike, Nan, Oboe, Peter, Queen, Roger, Sugar, Tare, Uncle, Victoria, William, X-ray, Yoke, Zebra

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Due anni dopo la British Royal Air Force decise di utilizzare l’alfabeto Able Baker. Una critica comune a questi alfabeti si basava sul fatto che sfoggiassero poche parole inglesi. Una nuova versione che incorporava suoni comuni all’inglese che al francese e allo spagnolo fu proposta dall’Associazione di Trasporto Aereo Internazionale (IATA) e andò in vigore il 1 novembre 1951 solo per l’aviazione civile ed era il seguente: Alfa, Bravo, Coca, Delta, Echo, Foxtrot, Gold, Hotel, India, Juliett, Kilo, Lima, Metro, Nectar, Oscar, Papa, Quebec, Romeo, Sierra, Tango, Union, Victor, Whiskey, eXtra, Yankee, Zulu.

Una proposta di cambiamento delle parole per le lettere C, M, N, U e X fu sottoposta all’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile (IACO) ma il dibattito continuò per quanto riguarda la lettera N, poiché si era indecisi se mantenere Nexus oppure sostituirla con November. L’ 8 aprile 1955, North Atlantic Military Committee Standing Group affermò che non sarebbe importato se la proposta fosse stata approvata oppure no dalla IACO, l’alfabeto “sarebbe stato adottato e reso effettivo per la NATO dal 1 gennaio 1956”.

Il 21 febbraio 1956, gli stati membri furono avvisati “che il nuovo Alfabeto Fonetico della NATO dev’essere valido dal 1 marzo 1956″. La ITU lo adottò formalmente alcuni anni dopo facendone l’alfabeto fonetico universale utilizzato da ogni corpo militare, civile e delle comunicazioni radio. Dal momento in cui fu la NATO a determinare la revisione finale, ora l’alfabeto è ricordato come” Alfabeto Universale NATO”:

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Non importa se si è militari o civili, se si è piloti di aereo o soccorritori, questa dell’alfabeto fonetico è una cosa da non sottovalutare, tutta la popolazione dovrebbe studiarlo e memorizzarlo, come dovrebbe studiare e imparare l’uso corretto della radio, qualsiesi tipo di radio fosse. Come si vuol dire, impara l’arte e mettila da parte.

A presto Andrea.

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